Non perdere l’opportunità di vivere il calcio al massimo con lo streaming diretto. C’è un minimo d’ordine per le maglie calcio personalizzate? Il 19 aprile è in programma un talk che avrà come oggetto le migliori maglie da calcio degli ultimi 40 anni, “Jerseys of the World”, avrà come protagonisti Tim Small, Stefano Carloni e Marco Materazzi. Simbolo per antonomasia del Perugia è invece il grifone – da cui il soprannome di «grifoni» -, figura araldica storicamente legata alla città perugina, dove compare sullo stemma comunale, e dov’è oggetto di statue e incisioni su edifici e monumenti del capoluogo umbro. La base di partenza per lo stemma canonico del Perugia vide la luce all’inizio degli anni 1930, quando debuttò un primo marchio identificativo del club: uno scudetto rosso, con al suo interno un grifone in posizione rampante; questo stemma venne cucito subito anche sulle maglie biancorosse, all’altezza del cuore. Al campionato d’Europa 1996 il Portogallo arrivò in modo autorevole, vincendo il girone di qualificazione comprendente anche Austria, Lettonia, Liechtenstein, Irlanda del Nord e Irlanda. Si piazzò secondo, dietro la Bulgaria e davanti a Irlanda del Nord e Cipro.
In sei partite ottenne sette punti, frutto di 2 vittorie, entrambe contro Cipro (4-0 in casa e 1-0 a Nicosia), 3 pareggi e una sconfitta. Ai quarti di finale il Portogallo fu sconfitto (1-0) ed eliminato dalla Rep. Nella finale contro il Brasile, disputata al Maracanã di Rio de Janeiro, il Portogallo perse per 1-0, con un gol subito a un minuto dalla fine della partita. Il 31 maggio il Portogallo perse per 2-0 contro l’Argentina al Maracanã di Rio de Janeiro, il 4 giugno pareggiò per 1-1 contro l’Inghilterra al Pacaembu di San Paolo e il 7 giugno fu travolto per 4-1 dal Brasile al Maracanã. Il torneo, strutturato secondo un girone all’italiana, si svolse a Rio de Janeiro e San Paolo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Dopo un altro semestre a Roma, il 29 gennaio 2019 viene ufficializzato il suo secondo ritorno alla Juventus, che lo preleva in prestito oneroso fino al termine della stagione. In quegli anni il più importante dei calciatori dell’Andrea Doria fu il siciliano Francesco Calì, il quale dopo una stagione nelle file del Genoa, passò nel 1902 alla Società dell’Andrea Doria, dove divenne il capo carismatico della giovane formazione doriana.
Scosse il capo e batté la sigaretta, con delicatezza. Inserito nel girone con Austria, Belgio, Norvegia e Scozia nelle qualificazioni a Euro 1980, il Portogallo si piazzò terzo con 9 punti, tre in meno rispetto al Belgio capolista. Per i portoghesi fatale si rivelò, a conti fatti, la sconfitta patita in Grecia (3-2) nel gennaio 1991. Il Portogallo concluse il girone con undici punti, due in meno della capolista, con un bilancio di 5 vittorie, un pareggio e 2 sconfitte. Inserita in un girone di qualificazione al campionato europeo del 1968 comprendente anche Bulgaria, Norvegia e Svezia, il Portogallo non riuscì a qualificarsi, piazzandosi secondo con sei punti, quattro in meno della Bulgaria, con un bilancio di 2 vittorie (entrambe per 2-1 contro la Norvegia), 2 pareggi e 2 sconfitte. Le quattro vittorie ottenute, tra cui il 2-1 in terra austriaca e l’1-0 in casa contro la Scozia, non furono sufficienti a qualificarsi per la fase finale dell’europeo, in programma in Italia. 2º nel girone 14 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti. Con quattro vittorie i lusitani vinsero uno dei tre gironi di prima fase precedendo Cile (battuto per 4-1), Irlanda (2-1), Ecuador (3-0) e Iran (3-0). Vinsero anche uno dei due gironi di seconda fase precedendo Argentina (battuta per 3-1), Unione Sovietica (2-1) e Uruguay (1-1), con due vittorie e un pareggio.
Le vittorie contro Scozia (2-1), Irlanda del Nord (1-0) e Israele (3-0), tutte ottenute in casa, non bastarono per qualificarsi al mondiale. Nella «bella», giocata in campo neutro a Roma, il Portogallo fu sconfitto per 1-0 a causa di un gol subito nei minuti finali. Nella decisiva gara disputata in casa all’ultima giornata i lusitani prevalsero per 1-0 con un gol realizzato nei minuti finali. Al termine della fallimentare campagna di qualificazione a USA ’94, conclusa il 17 novembre 1993 con una sconfitta per 1-0 a San Siro contro l’Italia, Queiroz si dimise in polemica con la federazione, invitata a «fare pulizia delle porcherie che ha al suo interno». In tema di maglie rimane curioso quanto accadde il 4 ottobre 2008 allo Stadio Omobono Tenni di Treviso: la partita Cittadella-Vicenza iniziò con svariati minuti di ritardo in quanto l’arbitro Riccardo Tozzi fece cambiare ai calciatori berici la loro maglia, cromaticamente simile a quella del Cittadella, sicché il magazziniere del Vicenza corse ad acquistare delle maglie gialle fosforescenti in un negozio di Treviso fuori dallo stadio, con l’incoveniente della numerazione sbagliata che non corrispose a quella reale dei giocatori vicentini, oltre alla mancanza delle scritte dei cognomi sul retro.
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